Giu
19
Pillole di Futuro
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Casaleggio Associati ci mostra il futuro dei media. E' il 2051 e molte cose sono cambiate; mondi virtuali, lo strapotere di Google e la morte del copyright.
Giu
14
BlogPolis
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Blogger nichilisti e autoreferenziali
NoBlog, i 4 difetti di una moda in discesa
VisionPost - Il bastian contrario della Rete
Troppo informazione rende l'informazione inutile. E' un assunto logico e pratico dal momento in cui per ottenere "dati" su di un determinato argomento, devo leggermi sette/otto blog, due giornali online, qualche video su YouTube ed il "Corriere della Sera". Il rischio è quello di avere l'effetto surfing orizzontale (spiegato da Baricco ne "I Barbari"; e Dio solo sa quanto vorrei che avesse torto): navigare sulla superficie delle cose senza mai scendere in profondità. L'ansia di sapere porta a rimbalzare da un blog all'altro - e via verso collegamenti logici e ipertestuali - per trovarci dopo qualche ora con un idea generica del tutto ed una profonda ignoranza in particolare.
Questo è un problema ben conosciuto. Aggregatori come BlogBabel e Technorati cercano di mettere ordine nel mare magnum dei blog.
Ma aggregare è soltanto la soluzione ad uno dei problemi. L'altro, e più importante, è chi scrive cosa.
Credibilità, autorevolezza, completezza dell'informazione: sono queste le parole chiave che rimbalzano tra i nuovi e i vecchi media. Proprio nella forza del singolo, che i blog hanno portato alla rimbalta, è nascosta la possibile futura sconfitta.
Tanto più una notizia/informazione è supportata da molte persone, tanto più questa acquisisce quella credibilità ed autorevolezza che la contraddistingue dall'opinione.
E se riportassimo in voga un modello antico? E se si costituissero delle BlogPolis dove il contributo di molti andrebbe ad arricchire e rendere omogenea la singola informazione?
Avremo dei tratti distintivi per ogni polis, questo è certo, ma non si perderebbe la voce del singolo.
L'informazione ne guadagnerebbe, se questo è ciò che vogliamo.
Giu
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"[…] così ti chiedi se quel che è successo non è in fondo, ancora una volta, un classico gesto barbaro: hanno trasformato un libro in un sistema passante. Nella loro logica, lo hanno salvato."
Alessandro Baricco I Barbari, Repubblica (20 novembre 2006)

E' recente l'uscita di un'applicazione web 2.0 dedicata al mondo dei libri dal nome aNobii di cui a questo indirizzo potete trovare una recensione in italiano.
Il funzionamento è quantomeno elementare. Ho la possibilità, attraverso una semplice iscrizione che richiede la classica username e l'indirizzo di posta elettronica, di inserire nel sistema i libri in mio possesso. Per ogni libro posso scrivere una recensione, esprimere un voto, aggiungere informazioni; tutto ciò avviene in salsa social web. Questo significa che tutti gli iscritti potranno "sfogliare" la mia libreria, leggere i miei commenti o mandarmi un messaggio per discutere sul perchè e sul percome quel tal libro non mi è piaciuto.
Molte altre sono le funzionalità e le possibilità del sistema ma vi rimando al link sopra per un approfondimento.
Ciò su cui mi voglio soffermare è un'altra questione.
Un oggetto fisico (il libro) diventa la porta d'ingresso che consente all'individuo di interagire con altri che possiedono lo stesso oggetto. Il libro che regala emozioni, sogni e distrazioni si trasforma nell'agorà mediatica che aNobii, con studiata leggerezza, rappresenta.
Ciò che tocco, che ha un profumo (chi ama i libri sa ciò che intendo), ci porta in un "mondo nuovo"; un mondo che non è più intimo e segreto ma condiviso e pubblico. Può un'applicazione web fare tutto ciò? Manca un tassello.
E proprio di quel tassello vi parlerò nel prossimo intervento.
Giu
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Il Blog è morto, viva il Blog
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La parola blog è la contrazione di weblog, termine coniato da Jorn Barger nel 1997. Scopo di questa piattaforma informatica era (ed è) quello di consentire un facile accesso alla pubblicazione di informazione sotto forma di articoli, storie, ed altri contributi da parte di un pubblico "non tecnico".
Il cambiamento sociale è palese: chiunque può scrivere su qualsiasi argomento o commentare notizie acquisendo di fatto il potere di opinion leader, potere quest'ultimo cementato da una specie di web of trust fra blogger in uno scenario in cui, sempre più, i mezzi di comunicazione tradizionali perdono credibilità. Ma questa è soltanto una faccia del blog.
Il blog rappresenta la persona.
Rappresenta il suo pensiero e la sua voglia di confrontarsi con altri, la sua voglia di comunicare.
Ma se è vero che la comunicazione passa essenzialmente per ciò che scriviamo, questo non è sufficiente ad esprimere totalmente ciò che siamo.
Noi siamo:

- ciò che leggiamo (aNobii, del.icio.us, feed rss, ecc…)
- ciò che facciamo (Twitter)
- ciò che ascoltiamo (Last.fm)
- ciò che mostriamo (Stickam)
- …e molto altro ancora


