Già nel 2004 Johan Wikman e Ferenc Dosa Racz del Nokia Research Center cominciarono a studiare la possibilità di avere un sito web all'interno dei telefoni cellulari (smartphone). Potete trovare qui il documento.
Nel precedente articolo abbiamo cominciato a parlare di sistemi passanti; non li abbiamo ancora definiti questi sistemi. Ci proviamo in questo articolo portando un esempio pratico.
Se immaginiamo due domini di appartenenza, il mondo reale e il mondo virtuale, il libro appartiene al primo dominio mentre un'applicazione come aNobii attiene al secondo; non vi è un'intersezione di questi due domini a meno che non introduciamo un oggetto interfaccia.
Se guardiamo la figura al punto 1, potremmo affermare che il PC è un oggetto interfaccia in quanto ci consente, dal dominio mondo reale a cui il PC appartiene, di entrare nel dominio mondo virtuale (Internet).
Ma questo non è un sistema passante.
Siamo in presenza di un sistema passante nel momento in cui all'oggetto interfaccia (nel nostro caso un telefonino con connessione ad Internet) aggiungiamo un oggetto attuatore (il libro).
Facciamo un esempio.
Installo sul mio smart phone un software che mi consente di interpretare i codici ISBN che identificano univocamente i libri. Mi reco in una libreria e, ad un certo punto, mi capita per le mani il romanzo "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafòn. Ne leggo la trama, il profilo dell'autore e da buon appassionato di letture la prima pagina del libro (oltre a qualche frase sparsa nel mezzo). Ma tutto questo non mi basta. Voglio sapere cosa ne pensano altri lettori come me, se vale la pena spendere quei 18 Euro.
Tiro fuori dalla tasca il mio telefonino, faccio partire l'applicazione "readTag" ed inserisco l'ISBN del libro. A questo punto vengo connesso ad una web application dove troverò i commenti dei lettori, il loro voto, il loro pensiero su quel romanzo.
Allora mi convinco a compralo.
Dopo un mesetto circa, nei miei giri in libreria alla ricerca del libro del secolo, rivedo "L'ombra del vento". Questa volta tiro fuori dalla tasca il mio smart phone non per ottenere informazioni ma, visto che l'ho già letto, per lasciare una recensione che forse tornerà utile ad un'altro appassionato.
Lo scenario che vi ho presentato è uno dei possibili; la complessità dell'applicazione e l'esperienza che si vuole trasferire all'utente può scalare fino all'infinito.
Ciò che è importante però e che in questo caso (sistemi passanti) la tecnologia, seppur complessa e onnipresente, non disturba l'utente. Un sistema passante non è invasivo.
Vi sono altri esempi? Assolutamente sì, e li affronteremo in un altro articolo.
"[…] così ti chiedi se quel che è successo non è in fondo, ancora una volta, un classico gesto barbaro: hanno trasformato un libro in un sistema passante. Nella loro logica, lo hanno salvato."
Alessandro Baricco I Barbari, Repubblica (20 novembre 2006)
E' recente l'uscita di un'applicazione web 2.0 dedicata al mondo dei libri dal nome aNobii di cui a questo indirizzo potete trovare una recensione in italiano.
Il funzionamento è quantomeno elementare. Ho la possibilità, attraverso una semplice iscrizione che richiede la classica username e l'indirizzo di posta elettronica, di inserire nel sistema i libri in mio possesso. Per ogni libro posso scrivere una recensione, esprimere un voto, aggiungere informazioni; tutto ciò avviene in salsa social web. Questo significa che tutti gli iscritti potranno "sfogliare" la mia libreria, leggere i miei commenti o mandarmi un messaggio per discutere sul perchè e sul percome quel tal libro non mi è piaciuto.
Molte altre sono le funzionalità e le possibilità del sistema ma vi rimando al link sopra per un approfondimento.
Ciò su cui mi voglio soffermare è un'altra questione.
Un oggetto fisico (il libro) diventa la porta d'ingresso che consente all'individuo di interagire con altri che possiedono lo stesso oggetto. Il libro che regala emozioni, sogni e distrazioni si trasforma nell'agorà mediatica che aNobii, con studiata leggerezza, rappresenta.
Ciò che tocco, che ha un profumo (chi ama i libri sa ciò che intendo), ci porta in un "mondo nuovo"; un mondo che non è più intimo e segreto ma condiviso e pubblico. Può un'applicazione web fare tutto ciò? Manca un tassello.
E proprio di quel tassello vi parlerò nel prossimo intervento.